IN MEMORIAM

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Brother Premamoy

 

Brother Premamoy, amato monaco e ministro della Self-Realization Fellowship, ci ha lasciati il 5 ottobre 1990. Discepolo di Paramahansa Yogananda per più di trentasei anni, a lui fu affidata la guida spirituale dei monaci postulanti dell'Ordine della Self-Realization dal 1965 fino alla sua scomparsa. La vita di Brother Premamoy è stata sicuramente tra le più insolite di questo secolo. Nacque in una famiglia di alto rango della nobiltà austriaca il 6 marzo 1910, in un antico castello fuori dalla città di Lubiana, nell'impero austro-ungarico, facente parte della Jugoslavia a partire dalla seconda guerra mondiale.

Già dall'infanzia non si adattava alle normali consuetudini: si rifiutava di mangiare carne, imparò da sé a leggere in tenera età senza un insegnante e quando ebbe tre anni lasciò sua madre sbigottita annunciando che aveva vissuto prima e che quindi lei non era la sua unica madre. Anni dopo, avendo visto che il ragazzo insisteva in questa convinzione, la madre preoccupata lo portò da un noto psichiatra viennese. Dopo la sessione di un'ora, il dottore si rivolse così alla madre ansiosa: "Potreste essere sorpresa, ma io gli credo".

Diventò un Capo Scout e uno studente "Eccellente", ma a quattordici anni chiese di essere esonerato dalle lezioni di religione nella scuola cattolica che frequentava. Il preside della scuola, agitato da questa decisione, gli disse: "Beh, dovrai pur avere qualche religione. Che cosa sarai?" Brother Premamoy raccontò in seguito che lui stesso fu ancora più sorpreso del preside quando d'impeto rispose: "Sarò un indù". Di li a poco iniziò a studiare la Bhagavad Gita, perché sentiva di dover scoprire cosa significasse essere un indù!

Brother Premamoy crebbe nelle abitazioni di due delle grandi famiglie nobili dell'Impero austriaco: dapprima presso il principe e la principessa Windischgratz di Vienna e più tardi, presso il principe e la principessa Esterhazy d'Austria.

Durante la sua giovinezza ebbe anche l'opportunità di visitare dei monasteri in Europa con suo zio, un cardinale della Chiesa che era al tempo Ispettore Generale dell'ordine monastico fondato da San Francesco d'Assisi. Fu un ospite frequente in Vaticano in compagnia di un altro zio che era nunzio papale. Attraverso tutte queste esperienze, Brother Premamoy assimilò una rara qualità di nobiltà e di cultura, insieme ad una profonda comprensione degli ideali di comunità spirituale.

A quindici anni, rispondendo al richiamo delle Alpi cominciò a scalare le montagne. Col tempo divenne lo scalatore solitario più famoso delle Alpi Giulie, e gli furono riconosciuti oltre sessanta primati nelle arrampicate. Più significativi, però, furono lo sviluppo dell'autodisciplina e il risveglio spirituale sperimentato durante i suoi lunghi periodi di solitudine in montagna. La sua formazione universitaria culminò in un dottorato in Diritto internazionale e, quando giunse alla laurea, parlava correntemente undici lingue. La regina di Jugoslavia contribuì economicamente alla sua formazione diplomatica. Durante questo periodo divenne anche un abile musicista, un talento che in seguito contribuì a dare profonda ispirazione a chi ascoltava le sue interpretazioni all'organo dei Canti Cosmici di Paramahansa Yogananda.

Dopo l'invasione del suo Paese durante la seconda guerra mondiale, Brother Premamoy divenne un attivista della Resistenza. Una volta un suo amico fu preso come ostaggio politico. Poiché, diversamente da lui, quest'uomo aveva moglie e figli piccoli, Brother Premamoy si presentò al generale nemico e si offrì di prendere il posto del suo amico. Il generale, sapendo che Brother Premamoy era consapevole che dieci ostaggi sarebbero stati sommariamente giustiziati ogni volta che un ufficiale nemico veniva ucciso, rimase sbalordito. Alla fine disse: "E' molto difficile combattere una guerra contro un paese in cui ci sono persone come lei" e li lasciò liberi entrambi. Più tardi, durante la guerra, Brother Premamoy fu catturato e confinato in tre diversi campi di concentramento, tra cui il famigerato Ravensbruck. Decise di servire i suoi compagni prigionieri in qualunque modo potesse, anche piccolo, come rallegrarli con un aneddoto divertente o condividendo una crosta di pane con quelli che soffrivano più di lui. Nel 1984 confidò ad alcuni dei monaci della SRF che, sebbene molti detenuti di allora avessero un ricordo talmente vivo dell'inferno dei campi di concentramento da farli soffrire ancora di incubi a quarant'anni di distanza, i suoi ricordi di quegli anni di internamento erano solo di spirito d'amore e di fratellanza.

Dopo la guerra, la sua terra natale fu presa dai comunisti. A causa della sua vicinanza con i reali deposti e altre persone molto influenti, fu decretato il suo arresto. Avutane notizia poche ore prima, fuggì in bicicletta attraversando il confine con l'Italia, per non rivedere mai più la sua terra natale. Gli investimenti della famiglia in altri paesi gli diedero sicurezza finanziaria e accettò la posizione di direttore di una stazione trasmittente a Trieste che serviva Radio Libera Europa. Fu in seguito invitato dal Dipartimento di Stato americano a immigrare in America. E fu così che nel 1950 salpò dall'Italia, portando con sé il regalo d'addio di un'amica di vecchia data (Evelina Glanzmann), un libro dal titolo "Autobiografia di uno Yogi".

Si stabilì a New York e gli fu offerto un posto come assistente personale di Dag Hammarskjold, Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ma un altro destino lo stava chiamando. Nell'estate del 1952, partì per Los Angeles per visitare la Casa Madre della Self-Realization Fellowship, dove ricevette un'accoglienza davvero inaspettata. Mentre entrava nei giardini, prima ancora di presentarsi ad alcuno, Rajarsi Janakananda, un elevato discepolo di Paramahansaji e suo primo successore spirituale come presidente della società, gli si avvicinò prontamente con un radioso sorriso di benedizione e lo abbracciò silenziosamente, come per dire "Bentornato a casa". Brother Premamoy entrò nell'ashram come monaco nel 1954. Servì in molti ruoli: traduzioni, corrispondenza, supervisione dei giardini, lavori audiovisivi e cinematografici e nei doveri del suo ministero. Durante la storica visita dello Shankaracharya di Puri in America nel 1958, sponsorizzata dalla Self-Realization Fellowship, Brother Premamoy fu incaricato di viaggiare con Sua Santità e di prendersi cura dei suoi bisogni personali. Nel marzo del 1965 prese i voti finali di rinuncia e gli fu dato il nome monastico Premamoy, che in sanscrito vuol dire "permeato dell'amore divino". Dall'inizio degli anni '60 fino a pochi anni prima della sua scomparsa, Brother Premamoy servì come ministro della SRF nei templi di Lake Shrine, Phoenix, Hollywood, San Diego ed Encinitas.

Ma fu nel 1965 che iniziò il lavoro per il quale verrà ricordato per sempre: il suo ruolo come fondatore di un programma

strutturato di addestramento spirituale per i monaci postulanti dell'Ordine della Self-Realization Fellowship.

Poco prima della sua scomparsa, Paramahansaji aveva detto ai suoi discepoli più vicini: "Se lavorerete tutti insieme in armonia e gentilezza, questo lavoro ripulirà il mondo". Da un insieme variegato di individui entrati nell'ashram come monaci nell'ultimo quarto di secolo, Brother Premamoy forgiò un notevole spirito di armonia, cooperazione e lealtà, un contributo monumentale all'opera di Paramahansa Yogananda che ha reso possibile gran parte dei suoi progressi negli ultimi anni.

Un servizio commemorativo per Brother Premamoy si è tenuto presso il Forest Lawn Memorial-Park di Glendale il 13 ottobre condotto da Brother Mitrananda, assistente del programma per i postulanti, al quale ora è stata assegnato l'incarico un tempo di Brother Premamoy. Una larga folla di persone ha ascoltato gli elogi sinceri in onore di questa anima devota, incluso il seguente messaggio inviato da Sri Daya Mata: