IN MEMORIAM

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Richard C. Wright

 

Richard C. Wright, un amato discepolo di Paramahansa Yogananda per settant'anni, ci ha lasciati il 9 gennaio 2002, presso l'Ashram della Self-Realization Fellowship di Encinitas, in California, dove è stato amorevolmente curato dai monaci SRF durante gli ultimi due anni della sua vita.

Richard Wright è conosciuto e molto apprezzato dai membri e dagli amici della Self-Realization Fellowship in tutto il mondo come il discepolo che assistette Paramahansaji durante il suo lungo viaggio in India nel 1935-1936. Milioni di lettori dell’Autobiografia di uno Yogi sono stati ispirati dai passaggi dell'affascinante diario di viaggio del signor Wright che Paramahansaji ha citato nel libro. Fece anche dei filmati e delle fotografie - alcune di queste sono incluse nell'Autobiografia – che hanno raccontato il memorabile viaggio del Guru nella sua terra natia.

Nato il 9 dicembre 1911, era il maggiore dei quattro figli di Clarence Aaron Wright e Rachel Terry Wright. Incontrò Paramahansaji a Salt Lake City nel 1931, quando partecipò alle conferenze del Guru con sua madre e le sue sorelle. "Tutti noi eravamo molto attratti da questa dinamica personalità che si trovava sul palco", ricordò Wright in un'intervista del 1995. “Aveva una forza tremenda; la sua presenza era incredibilmente elettrizzante. La mia famiglia e io eravamo così ispirati che decidemmo di unirci alle sue rimanenti lezioni; e mentre venivamo a saperne di più sulla sua filosofia e sull'uomo, ne eravamo, per così dire. "infatuati" Era così emozionante essere in sua presenza.”

Questa famiglia unica era destinata a svolgere un ruolo insostituibile e di vasta portata nella missione divina del Guru di diffondere nel mondo l'antica scienza del Kriya Yoga. Richard Wright era il fratello maggiore di Sri Daya Mata che divenne poi presidente della SRF/YSS. La loro sorella, Ananda Mata, entrò nel sentiero monastico poco dopo Daya Mataji e fece parte del Consiglio direttivo della SRF/YSS per oltre mezzo secolo. La loro madre, Shyama Mata, divenuta anche lei monaca, era molto stimata da Paramahansaji, e lo servì fedelmente per molti anni. Anche il fratello minore, il defunto Dale Wright, seguì nella vita gli insegnamenti della SRF.

Per dieci anni Richard Wright fu uno degli assistenti personali del Guru, offrendogli un enorme aiuto nei primi anni della SRF. Sebbene non abbia mai preso i voti monastici, Wright visse nell’Ashram di Mount Washington come laico a partire dalla fine del 1932. Fu un membro del primo Consiglio direttivo della SRF quando fu fondato nel 1935 ed eletto Segretario in quell’epoca. Assistette Paramahansaji nei suoi tour di conferenze e nei suoi cicli di lezioni in tutti gli Stati Uniti. Contribuì a inaugurare la serie completa delle Lezioni SRF per lo studio a casa, attraverso le quali gli insegnamenti della

Self-Realization e le tecniche di meditazione sono diventati un modo di vivere e un percorso verso Dio per innumerevoli persone in tutto il mondo. Scrivendo a Rajarsi Janakananda nel 1934, Paramahansaji notò: “Tra tutti i collaboratori trovo Dick Wright il più intelligente e fedele… A proposito dei Praecepta settimanali [le Lezioni SRF], ho detto a Dick cosa ne pensavi e questo lo ha reso molto felice”.

Paramahansaji scrisse quanto segue nel 1934 da Lexington, Kentucky, dove stava tenendo dei corsi: "Caro Dick,

sono felice di ricevere la tua bellissima lettera. Come sono felice di aver infine trovato una piccola compagnia di giovani - la tua famiglia - che mi ha dato più felicità e fiducia di chiunque altro nell'essere il fondamento di quest’opera per la quale ho sofferto per anni e sacrificato tutto. Spero che tu ti renda conto di quanto penso a tutti voi; finché vivrò, e ancor di più quando le mie labbra rimarranno silenziose per sempre, avrai l'opportunità di dimostrare che vivrai e morirai per questa grande opera. Solo questo può essere il miglior segno di lealtà da parte tua e delle tue sorelle. Dovete tutti essere una sola cosa con me".

Sri Daya Mata ha scritto: "Ciò che emerge maggiormente del Maestro nella memoria di Dick è il dolce rapporto che esisteva tra i due - sempre rispettoso e amorevole. Ogni volta che Dick scriveva un promemoria per il Maestro, iniziava sempre: "Pranam, Santo Padre". L'impressione prevalente di Dick rispetto al Maestro era il suo profondo amore per Dio e di quanto egli fosse straordinariamente equilibrato, esprimendo grande saggezza e gioia, insieme a un senso unico dell'umorismo.”

"Consideravo un privilegio talmente raro e sacro quello di essere in sua compagnia", raccontava Wright. “L'ho constatato sempre più quando ho visto come era venerato durante i suoi viaggi in Europa e in India. Persone come Mahatma Gandhi, Sir C. V. Raman, scienziato premio Nobel, la mistica cattolica Therese Neumann, che siamo andati a trovare in Germania, lo Yuvaraja (principe) di Mysore, e Anandamoyi Ma, ad esempio, tutti lo trattavano con una tale riverenza e un tale rispetto. È difficile descrivere la sensazione che creava ovunque andasse".

In un'altra occasione ha detto: "Era incredibile, il suo grande amore per tutte le persone! Di alto o basso rango sociale, li accoglieva tutti, e li trattava tutti con la stessa altruistica devozione e amore. Avreste dovuto vederlo qui all'eremitaggio mentre preparava le pietanze nella piccola cucina in attesa di ricevere gli ospiti. C’erano invitati di ogni ceto sociale.

Ricordo di aver visto la Rolls Royce e di vederne scendere Leopold Stokowski che andava ad aprire la portiera da cui uscì Greta Garbo: sarebbero stati suoi ospiti quel giorno. Ma l'ho visto anche intrattenere dei semplici ragazzini in India con la stessa dolcezza e la stessa premura".

Dopo essere tornato dall'India, mentre Paramahansaji trascorreva la maggior parte del suo tempo nell’Eremitaggio di Encinitas appena acquisito, Wright ebbe la responsabilità dell’ufficio e del personale di Mount Washington. Nel 1937 fu eletto Tesoriere della SRF e servì come Segretario e Tesoriere per i successivi quattro anni. Nel gennaio 1941, con la benedizione di Paramahansaji, Wright si dimise dal Consiglio direttivo, e, assumendosi le responsabilità di un capofamiglia, iniziò una lunga e illustre carriera come ingegnere aerospaziale presso la Lockheed Corporation. Fino al termine della sua vita collaborò e sostenne fedelmente coloro che servirono l’opera della SRF dopo la morte di Paramahansaji.

Prima del suo mahasamadhi il Guru diede le seguenti istruzioni a Sri Daya Mata: “Verrà il momento in cui Dick avrà bisogno di aiuto; prenditi cura di lui." Quasi cinquant'anni dopo, Wright fu colpito da una malattia; quando la sua fragile moglie divenne incapace di fornire le cure necessarie (morì poco dopo), egli andò a vivere con i monaci nell'Ashram di Encinitas. Negli ultimi mesi, Wright era permeato da una gioia e da una pace divina che elevavano chiunque fosse intorno a lui. Una delle sue infermiere raccontò: “Ricordo quando l'ho incontrato per la prima volta, mi apparve come un uomo così grande, ma non solo fisicamente, la sua presenza sembrava riempire l'intera stanza. Aveva una grande dignità ed era molto silenzioso. Col passare del tempo emerse dell’altro di lui. Era di una purezza così dolce, così bella da sperimentare. Era sempre così grato per qualsiasi cosa tu facessi; non si lamentava mai di nulla. È stata una tale benedizione essersi trovati alla sua presenza."

Non molto prima di Natale, Wright disse alla sua infermiera che ci sarebbe stato per le vacanze, ma poi aggiunse: "Andrò a casa". "Com'è la sua casa?" chiese l’infermiera. "Mi guardò con quegli occhi azzurri e scintillanti, e con un grande sorriso rispose: “È bellissima!” Quattro giorni dopo la celebrazione spirituale della nascita di Paramahansaji (5 gennaio), lasciò il suo corpo per la felicità e la libertà dei regni celesti.

Wright ha lasciato tre figli e una figliastra. Un servizio commemorativo profondamente sentito si è tenuto il 16 gennaio per la famiglia e gli amici nel tempio della Self-Realization Fellowship di Encinitas, a cui hanno partecipato Sri Daya Mata e altri membri del Consiglio direttivo della SRF, nonché molte altre monache e monaci dei vari ashram SRF. Brother Mitrananda ha officiato il servizio; Philip Wright e Terry Wright Rea, il figlio e la nipote di Richard Wright, hanno letto dei brevi elogi a nome della famiglia.

"Questo è un momento di gioia e dolore", ha detto Brother Mitrananda. “Anche se la tristezza sarà in noi per un periodo di tempo, la gioia è di colui il cui spirito è risorto, poiché Dick vive. Nelle evocative, poetiche parole della Bhagavad Gita: ‘Mai lo Spirito è nato, mai lo Spirito cesserà di essere. Mai c’è stato il tempo, la fine e l'inizio sono sogni. Senza nascita, senza morte e immutabile rimane lo Spirito per sempre’. Per me questo suona come una formula di fisica quantistica, come il ciclo dell'infinito, in cui la materia o la coscienza si reimmette sempre in sé stessa. Non c'è inizio, non c'è fine; è un continuum fluido e perenne, uno specchio dello Spirito, o Coscienza, che va oltre le nostre limitate percezioni sensoriali e la pseudo-realtà che noi prendiamo tanto, tanto sul serio. Ora Dick sta osservando la cosa dall'altra parte; ma penso che la stesse guardando dall'altra parte già da qualche tempo. Noi monaci abbiamo avuto il privilegio – non potremmo chiamarlo nient'altro che una benedizione - di essere alla sua presenza qui a Encinitas, dove ha vissuto con noi negli ultimi due anni. Apprezzava così tanto lo spirito del Maestro, vivo in noi. Non solo vi ha preso parte unendosi alle nostre meditazioni e attività, ma lo contraccambiava col suo spirito molto generoso, maturo e saggio. Saggio come era, conosceva bene la qualità del silenzio, lo spirito senza tempo dell'antica India, di cui ci sembrava un tale esempio per noi… Ricordo di aver parlato molte volte con Dick di argomenti diversi, perché mi felicitavo del fatto di avere qualcuno con le sue esperienze e la sua visione della vita. Una volta l’ho consultai per una cosa: ‘Dick, hai qualche consiglio?’ Disse, ‘Non so abbastanza per poter dare un consiglio’. E io risposi: ‘Dick, questo è un buon consiglio!’. Mi stava suggerendo il consiglio dell'umiltà, il consiglio della pace; un migliaio di messaggi erano racchiusi nel suo non-messaggio".

Rivolgendosi ai convenuti per conto di Sri Daya Mata e del Consiglio direttivo, Mrinalini Mata, vice-presidente della SRF, ha dichiarato: